Un nuovo microracconto dal nostro spywriter allucinato.
Egli è Federico Forsitto.
AGGIORNAMENTO NOTTURNO (giovedì): quelli di Splinder stanno aggiornando la piattaforma. Sparite le categorie. Paura.
RIAGGIORNAMENTO (venerdì): i tag non sono affatto male - però potevano lasciare le categorie. Sto riorganizzando i post, metterò nuovi tag, sarà un procedimento stancante ma alla fine darà qualche frutto (penso a tag come Lynch, Scorsese, Eastwood, cinema americano, etc.). Che ne pensate?
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08/03/2005 12:31
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goljadkin a proposito di microracconti
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Costanza, audacia e bravura premiano Richard Tull. E' suo il quinto microracconto pubblicato, "Il tuo stile il tuo culo", storia di caffé e lenzuola. Invitiamo l'autore a segnalarci l'indirizzo del suo blog (se ne ha uno).
E l'occasione non manca per ricordare a tutti come funziona quest'iniziativa "Un microracconto in 750 caratteri (spazi inclusi)" (sottotitolo: perché lo spazio non ci sovrasti): scrivete un microracconto in 750 caratteri, spazi inclusi, e se ci piace lo pubblichiamo.
Facile, no?
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10/01/2005 12:09
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goljadkin a proposito di microracconti
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Puntuale per il nuovo anno un nuovo microracconto. Istiano Ponatra (?) parla per immagini, e i suoi settecentocinquanta caratteri ci sembrano suggestivi.
A fianco, sulla sinistra, l'archivio dei microracconti sinora pubblicati, per leggerli e rileggerli.
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02/01/2005 16:54
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goljadkin a proposito di microracconti
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Questo è il microracconto di Federico Forsitto, a noi ci è piaciuto assai.
Voi: diteci voi. (cdm)
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27/12/2004 13:07
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goljadkin a proposito di microracconti
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Questo è il microracconto di Lorenzo Nacci, leggetelo e fatevelo piacere. Ne approfitto per annunciare all'immenso pubblico di microlettori e microraccontatori che su gd non saranno pubblicati tutti i microracconti che ci inviate (troppi! troppi!), ma solo quelli che ci piacciono di più. Ciò comporta che i microraccontatori selezionati devono essere molto fieri di loro stessi. Sono bravi. (cdm)
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23/12/2004 21:12
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goljadkin a proposito di microracconti
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Se vi piace, commentate o scrivetegli.
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21/12/2004 13:35
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goljadkin a proposito di microracconti
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Grazie, davvero alla redazione di Kentu per aver parlato dell'iniziativa.
Ringrazio anche quanti hanno già inviato qualcosa; per tutti gli altri - indecisi, incerti sul da farsi, o timidamente interessati - stabilisco una volta per tutte le regole:
1) non ci sono regole.
2) in violazione del punto 1, si pone come unica regola quella dello spazio. 750 caratteri, spazi inclusi, per un microracconto. Questo è un blog fatto - anche - di minispazi, di minirecensioni, di piccole cose da dire. Quelle che ci girano in testa quando siamo in macchina, o quando aspettiamo l'autobus, o quando assistiamo a qualcosa il cui pregio dell'immediatezza non sapremmo descrivere se non in poche parole.
3) il tema è libero.
4) i microracconti devono essere inediti.
Vi aspetto. Perché lo spazio non ci sovrasti.
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20/12/2004 23:30
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goljadkin a proposito di microracconti
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750 caratteri spazi inclusi. Questo è il massimo. Il minimo decidetelo voi.
Quanto basta per un microracconto.
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16/12/2004 20:01
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goljadkin a proposito di microracconti
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Glaciale come i pezzi d'asfalto che ribollono dalle viscere della terra, meccanico come i tripod che, accompagnati da un verso spettrale, fanno razzia di esseri umani, il film polverizza sul nascere il più lezioso spunto sentimentalista per lasciare esclusivo e incontrastato spazio ai nuovi colonizzatori - prima nella forma di inquietanti fenomeni elettrici, poi nelle vesti più classiche di pesanti e giganteschi robot - che infine si ammorbidiscono nelle fattezze di viscidosi e smagriti alieni che passeggiano incuriositi tra le macerie del nuovo habitat. Una scelta di sceneggiatura assai coraggiosa e pertinente, che fa del film uno dei più spettacolari, coinvolgenti e realisti(ci) mai realizzati sinora. L'invasione è un colpo durissimo per tutta l'umanità, che è spaventata, inerte, terribilmente impreparata, perciò svuotata di qualsiasi pretesto drammaturgico se non quello della fuga e dell'istinto di sopravvivenza, due temi che procedono paralleli per tutta la narrazione e che si fondono irrimediabimente nella sequenza dell'assalto all'automobile, la cui sottrazione ai protagonisti si conclude in un paio di colpi di pistola mostrati tra le lacrime del padre, seduto al bar dopo essere stato disarcionato e picchiato, nel momento catartico più intenso del film. Ma i veri protagonisti sono gli invasori: vederli polverizzare militari, civili ed edifici, sollevare strade e macchine, disintegrare ponti e case, è un ritorno alle origini, quando buttavamo giù con un movimento scomposto del braccio il castello di cubi colorati fatto da papà. L'istinto di demolizione. Perché le cose non si fanno e disfanno a caso.




A Ghost is Born è il titolo del nuovo disco dei Wilco. Mente dei Wilco è Jeff Tweedy il quale, come si dice in questi casi quando ci piace un disco, è un genio. La musica che i Wilco riescono a sprigionare in un'oretta di ispirazione lucida, martellante e folle è il prodotto di atroci sofferenze di Tweedy (che è in clinica per disintossicarsi dal paracetamolo) tradotte in una sorta di country elettronico, indie-rock poco pretenzioso e splendidamente orchestrato tra rumori di chitarre farfuglianti, interferenze, riverberi, pianoforti beatlesiani. Ma non c'è solo questo. "A Ghost Is Born" è una perla dietro l'altra, in cui si mescolano atmosfere vagamente sixties con ispirazioni di musica d'autore che sfiorano Jeff Buckley, scivolano su Neil Young, toccano i Radiohead e ripartono dai Replacement.
